Goiàs

I progetti in Brasile

Goiàs

L'oratorio ed il Centro Giovanile!
In questo stato l’Associazione opera in due città: Anàpolis e Aparecida de Goiânia.
Dove abbiamo operato
L'oratorio diario di Anapolis
Ad Anàpolis, le Figlie di Maria Ausiliatrice (sono le suore salesiane) avevano da tempo una scuola dove erano accolti moltissimi bambini privi di mezzi, ma la scuola è solo per mezza giornata (turno della mattina o turno del pomeriggio, come nel resto del Brasile) ed esse sentivano la necessità di togliere dalla strada i loro ragazzi anche per il resto del tempo, di fornire loro anche un “Oratorio diario” dove trovassero un luogo sano per giocare, un banco per fare i compiti, aule e locali dove svolgere le varie attività, del personale che li seguisse. Tutte cose che hanno un costo che le suore non avevano la possibilità di sostenere. Questo ci è stato chiesto e questo è stato realizzato.

Al Patronato Madre Mazzarello si lavora sempre dalla mattina alla sera, ma con circa il doppio dei bambini. Ad Aparecida de Goiânia, le Figlie di Maria Ausiliatrice ci hanno portato in una delle discariche principali della città. Non intorno, ma sulla discarica erano state costruite decine e decine di baracche di fortuna. I più poveri della città abitavano lì e compito dei bambini e delle donne, se gli uomini cercavano lavoro in città, era quello di rovistare tra i rifiuti: la discarica provvedeva loro il cibo, gli indumenti, il materiale per costruire o consolidare la “casa”; tutto quanto fosse riutilizzabile veniva recuperato, nella migliore società di riciclaggio dei rifiuti del pianeta.
Il Centro Giovanile Padre Giovanni Pini
Le suore volevano allontanare dalla discarica almeno i bambini, avevano il sogno di un Centro di Accoglienza che fosse in grado di assistere fin dall’inizio 250 ragazzi, perché quelli erano i “numeri”. L’associazione, grazie al consistente aiuto di singoli benefattori, ha potuto aprire il grande Centro Giovanile Padre Giovanni Pini. Il Centro è stato inaugurato nel 2001, funziona a pieno ritmo ed esiste perfino una “lista d’attesa” per poterlo frequentare.

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